Il vuoto esistenziale viaggia nell'universo (1/2)
ASCLEPIO trasmetteva il messaggio che l'anima sostiene il corpo e viceversa, la serenità ci rende più forti e sani; buona parte delle malattie del corpo derivano da un prolungato disagio psicologico che si ripercuote sul corpo, quindi curando prima l'anima (la coscienza e lo stato psicofisico) il corpo si predispone meglio alla ricezione delle medicine, migliorando la sopportazione del dolore. Gli stati d'animo dell'uomo si scaricano sul proprio ambiente di vita e sulle persone vicine, la paura è il principale dominatore della nostra vita, influenza le nostre scelte e ci blocca, causando guai e dolori.
La paura è di fatto uno squilibrio di energie che ci appesantiscono e ci incatenano al materialismo, combattere la paura come un nemico è sbagliato, la si carica di odio e di rancore, per alleviarla bisogna accettarla con tutti i suoi limiti, da qui iniziare riequilibrare le energie attraverso la conoscenza, la tolleranza e il buon senso, il miglioramento è immediatamente percepibile come un senso di rilassamento, benessere, leggerezza, l'equilibrio psicofisico verrà poi seguito dalla riduzione dei dolori fisici, la coscienza è la nostra energia spirituale.
La spiritualità (da non confondere con la religione) o la coscienza, è l'energia interiore rivolta verso l'interno (il contatto con la natura universale) e l'esterno (il corpo materiale che la ospita), le religioni create dall'uomo sono tutte esteriori e individualiste perchè dividono i popoli e allontanano Dio dall'uomo (noi in terra, lui nel cielo, noi fisici, lui astratto), sono basate sul dualismo vita-morte/bene-male/ricchi-poveri per ricattarci da vivi e da morti, in realtà noi nasciamo come un tutto che poi la società e la cultura locale ci fa separare in categorie e pregiudizi, il tutto è indissolubilmente connesso nel suo ciclo completo, il tutto è luce e sostanza oscura, Dio è ovunque dentro e fuori di noi, il contatto e la riconnessione portano ad uno stato di beatitudine con la luce, il calore e l'amore puro, questo ci insegna che dobbiamo seguire la sostanza e non la forma.
Il senso di colpa è sentirsi colpevoli, sbagliati, fuori posto anche senza aver compiuto il fatto, il rimorso di coscienza è un peso morale che ci tormenta, per alleviarlo bisogna confessare o correggere il torto.
Ci sono cose o argomenti che oggi non si conosce o non interessano, si vive ogni giorno basandosi su ideali, obiettivi o professando una religione, il fatto è quello che non si conosce o non si capisce non è detto che non esista, in un giorno qualunque nel futuro potrà capitare che quello che oggi non è neppure concepito, prenda valore cambiando il percorso delle proprie decisioni, nella vita non ci si deve mai chiudere in tunnel paranoico o ideologico, bisogna essere realisti ma con gli occhi aperti, essere possibilisti, lasciare sempre aperta una porticina ai sogni o al dubbio, un «forse» che potrebbe aiutarci a risolvere in modo fluido e naturale i problemi, gli errori fanno parte dell'evoluzione, l'importante è imparare a non ripeterli.
L'uomo è quello che fa, non quello che pensa, i fatti restano mentre le parole volano e cambiano come il vento e spesso fanno molto più male, i pilastri della civiltà devono essere la "moderazione" e il "dialogo" per risolvere i problemi e i conflitti alla loro nascita, la conoscenza implica anche delle responsabilità perché porta alla consapevolezza e quindi il rischio della manipolazione delle condizioni, con effetti positivi per qualcuno e negativi per altri.
La società attuale è corrotta, ci lega alle illusioni e alle tentazioni che il sistema economico concede per sedare la ragione popolare, creando distrazioni per tutti, è un'oceano di bugie e verità contorte, è tutto manipolato dai potenti, vogliamo tutti più potere, più denaro, più amore, più sesso, più di tutto…., l'uomo cerca la gloria nella realizzazione delle proprie tentazioni, ma il successo è effimero, raggiunti gli obiettivi la falsa felicità si dissolve lasciando il vuoto e il dubbio, una mancanza, che per essere nuovamente colmata porterà ad una nuova ricerca oppure lentamente si vedrà la caduta morale e fisica, il prezzo da pagare sarà il fallimento umano, una vita sprecata a inseguire il nulla e il superfluo.
L'uomo che cresce e apprende arriverà al confine tra conoscenza e coscienza, la parte che prevarrà influenzerà le sue azioni, se sarà la coscienza l'uomo diverrà filosofo, se sarà la conoscenza l'uomo diverrà sapiente, se sarà violenza (di qualsiasi tipo) diverrà bestia. La verità è che l'uomo non sopporta i propri limiti e le proprie imperfezioni, soprattutto odia il tempo che lo consuma, che lo fa invecchiare, combatte tutto questo emotivamente e scarica la rabbia latente su tutto ciò che gli è soggiogabile, è la sacra guerra tra l'istinto e la ragione, tra il piacere e il dolore in ogni forma di espressione, mentre le culture e le società definiscono i confini tra bene e male, tra legale e illegale. L'uomo fallisce per natura, è una creatura imperfetta, la natura lo limita e lui si vendica con prepotenza e arroganza, ma la natura vince sempre, troverà sempre il modo di rigenerarsi e di rigenerare, il bene e il male, Dio e Satana, sono le facce della stessa medaglia della natura, uno non può esistere senza l'altro, uno non può eliminare l'altro, Dio crea gli esseri viventi di cui una parte verrà poi tentata da Satana, se uno non crea, l'altro non può prendere, entrambi devono rispettare la prima legge dell'universo cioè la creazione e la trasformazione, quando si esaurisce il ciclo della vita la parte fisica muore trasformandosi mentre l'energia cambia stato e forma, le storie degli uomini restano immortali. La domanda più banale "Sei felice?", qualcuno risponderà "si" per salvarsi le apparenze, ma la maggior parte penserà realmente ad un "no", "non sono completamente felice, mi manca questo e quello....questo non va!!" perchè ci sentiamo mai completi, il cuore umano è arido per autoproteggersi dalle eccessive pressioni e ansie, si consola in modo effimero con ciò che vede mentre all'interno brucia di dolore fino a scoppiare.
La maggiore difficoltà di questo mondo è mantenersi puro vicino alla luce, alla saggezza, alla verità, più ci si deve difendere e più si diventa forti, ma ci si sporca, le tenebre e l'ipocrisia ci circondano continuamente, ma la domanda principale è se alla fine dei nostri giorni saremo ancora degni di vedere la luce?? L'apogeo della gloria e la decadenza sono sempre estremamente vicine, Dio è luce, l'uomo è l'ombra, tra la luce e l'oscurità.
Le ombre attaccano l'uomo allo stato fisico perchè è più debole, allo stato energetico non teme di farsi male perchè non ha un corpo fragile. |