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Il pensiero umano nell'età del bronzo

L'uomo dell'età del bronzo aspirava all'immortalità cercando l'eternità degli Dei, che considerava come modello nel bene e nel male, imitandoli si tentava di ottenere il loro favore, compiendo azioni eroiche, coraggiose o di prepotenza, in modo da vivere per sempre nei ricordi e nelle leggende tramandate dalla gente nei secoli avvenire.
La bibbia sostiene che gli Dei fossero giganti, nephilim (significa "quelli che sono precipitati" ) o gli uomini potenti del lontano passato, altri pensano che siano invece solo la medicina popolare o speculazioni del potere sacerdotale, contro la malasorte, le paure e tutti quei i fenomeni misteriosi e inspiegabili accaduti in ogni epoca storica, manipolati per praticare il ricatto-controllo morale sulle popolazioni.

Già la natura umana non è perfetta di suo, era comunque presente uno sforzo per superare la mediocrità comune e l'estremismo ideologico, aspirare a qualcosa di superiore, qualcosa di meglio, pensavano che gli Dei aiutassero chi si mostra a loro degno, ma bisogna prima affrontare sempre le prove e le difficoltà che troviamo sul nostro cammino, senza mai arrendersi alla disperazione, c'è sempre qualcuno o qualcosa (chiamatela anche fortuna o autostima) al nostro fianco, che molto spesso ci aiuta a nostra stessa insaputa.

Gli ideali di vita, amore, rispetto dovevano essere preservati nel tempo, da padre a figlio, per ogni generazione successiva, i giovani dovevano superare i loro maestri, dovevano combattere le loro battaglie personali contro il dolore, la paura e l'illusione, la vittoria era vivere pienamente con saggezza e coraggio, ricordandosi che siamo dei mortali in scadenza che vedono il conto alla rovescia scorrere, ogni giorno doveva essere vissuto con forza e gioia, perché una volta tramontato è passato.

Le popolazioni tramandavano un forte senso di appartenenza alle proprie origini e ai luoghi di culto, l'onore di servire la patria per il bene della comunità sacrificando anche la propria vita, a loro bastava semplicemente ricordare "chi sono?" per sapere come agire e da che parte schierarsi.

 
 
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