CHI SIAMOARTISTIDISCOGRAFIALINKSSHOPSTORIAFILOSOFIA
 

I cambiamenti dell'uomo e della società

Socrate sosteneva che l’uomo per realizzarsi ed essere felice doveva comunicare e seguire le proprie vocazioni sfruttando virtù e difetti, questo significava conoscersi, accettarsi, migliorarsi.
Gli individui si adattano velocemente ai cambiamenti, ma la concezione della realtà degli eventi è distorta e ritardata, quando cade un governo oppure una dominazione, il passato riprende valore sembrando meglio del presente, ma per i politici è sempre un’ altro passo avanti nella stessa direzione, si cambiano le facce, si cambiano le bandiere, ma la linea è sempre la stessa. I mass-media pilotati dal sistema politico, trasmettono solo le verità parziali per deviare l’attenzione dei popoli su argomenti frivoli, lasciando campo libero alle speculazioni dei governanti, le guerre di ogni tipo, non si pianificano in pochi mesi, ma richiedono anni o addirittura decenni come nel caso dell’attuale guerra lampo in IRAQ da parte degli Stati Uniti D’America, già durante la presidenza Kennedy in pieni anni sessanta, gli americani progettavano l’invasione del Medioriente, mentre realizzavano la guerra del Vietnam ( ideale base strategica contro l’URSS e ottimo attracco navale in estremo oriente ), per fronteggiare l’ascendente potenza URSS e sorvegliare il Giappone con l’estremo oriente.
Il problema principale dell’uomo è che il suo giudizio è soggettivo ed è per questo motivo che tutte le civiltà tentano di imporre un modello standard di vita, proprio per controllarne la natura e i sviluppi nel tempo, in mancanza di regole o al contrario sommersi da troppe leggi, la reazione è la stessa, si ha la sensazione di essere oppressi e inutili, di conseguenza si alimenta la voglia di ribellione, anarchia e caos. Quando ormai si è persa tutta la dignità personale, l’istinto bestiale prende il sopravvento divorando tutto ciò incontra, l’uomo torna all’istinto animale e distrugge la morale della civiltà.
La pace e la giustizia sono solo ideali, gli uomini si lamenteranno sempre creando conflitti, vogliono un padrone che li domini per provocare lo spirito di sopravvivenza, sono la rabbia e l’odio che li fanno sentire vivi e se stanno bene vorranno l’eccesso per rovinarsi, il potere non prende prigionieri. Ogni cultura ha modi diversi di affrontare la realtà, i punti di vista e le reazioni cambiano in base alle aree geografiche e al loro bagaglio storico-tradizionale, tutte le culture popolari non guardano al domani ma cercano sempre di garantirsi il presente, sono convinti che l’uomo troverà sempre un modo per procurarsi ciò che gli serve. Gli americani vogliono l’eroe, gli europei vogliono il personaggio, gli asiatici vogliono la sceneggiatura, gli africani vogliono la magia, ogni cultura popolare porta avanti l’influenza più pesante che ha subito e servono almeno quattro generazioni per avere l’integrazione razziale completa, libera dai pregiudizi legati alle proprie origini, le guerre e le caste sociali non hanno mai permesso all’uomo di andare oltre la terza generazione. La società moderna è come un vecchio alcolizzato, convinto di possedere ancora il controllo di se stesso, ma continua a trascinarsi giorno dopo giorno, scordando di essere schiavo del vizio.
In ogni ciclo naturale, si vivono periodi buoni e periodi di crisi, ma in tutti i casi, sulla popolazione grava sempre il sacrificio maggiore, perché il mondo non è degli onesti, ne dei furbi ma dei ricchi, i problemi seri si vivono quando l’intero sistema sociale crolla, per una crisi irreversibile o per una guerra, in quegli anni terribili, la popolazione perde quasi tutti i servizi primari, innescando la peste dei scontri intestini, di conseguenza l’esercito e la polizia, restano le sole organizzazioni in grado di imporre una forma di potere con la minaccia delle armi, facendo propria la gestione dell’ordine, della giustizia, delle concessioni, come si sa sempre dalla parte dei ricchi.
La differenza tra dittatura e democrazia scorre su un filo sottile, la dittatura si espone orgogliosa con maggior schiettezza e determinazione, mentre la democrazia ( parola originata dall’ antico Greco Miceneo DEMO-CRATIA = CONTROLLO DEL POPOLO ) si impone a passi con stile gentilizio tramite il capitalismo, propagandando il buono del consumismo popolare, controllandone i prezzi e la distribuzione, favorendo quindi la diffusione di un determinato prodotto anziché un altro, speculando sul rispettivo prezzo di mercato, con tutto quello che ne consegue.
La civiltà crea per bisogno, una o più società basate sui servizi primari che necessitano alla comunità, quindi si organizzano tutte le sezioni specifiche ( scuole, ospedali, banche, trasporti, agricoltura, industria, artigianato, edilizia, ecc ), che se combinate tra loro con efficienza, offrono sicurezza e lavoro per tutti con i relativi vantaggi, come il benessere e la stabilità economica, quindi naturali famiglie numerose come risorsa per il futuro. Solo sostenendo il sistema dei servizi primari, la società vive nella sostanza, proporzionalmente alla diffusione della sicurezza e della stabilità.
La civiltà è quindi la somma virtuale delle società nei vari cicli che la compongono.
L’abitudine inaridisce il cuore e la mente, la buona integrazione razziale è sempre stata un sogno affascinante, che ha trascinato uomini coraggiosi in ogni epoca nell’utopia universale, ma la realtà è ben più complessa, la compensazione umana è solo teorica, si possono ottenere ottimi risultati nel breve periodo, ma il tempo ne è contrario, gli individui nell’apparente civile massa globalizzata tenderanno a riunirsi tra simili in clan da quartiere o ghetti, innescando le rivalità e le differenze con la massa popolare locale, le moderne metropoli ne sono la conferma con la loro criminalità crescente che deriva proprio dalla disorganizzazione generalizzata che lascia troppi squilibri tra la popolazione, ci sono nature che è bene lasciare al loro posto, senza interferire dall’esterno, le razze devono comunicare e rispettarsi tra di loro, ma non fondersi, non ha mai funzionato, una si sentirà sempre più importante dell’altra.

 
 
CHI SIAMOARTISTIDISCOGRAFIALINKSSHOPSTORIAFILOSOFIA
 
ASSOCIAZIONE LATLANTIDE - P.IVA 02936730163