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Anima della società (2/5)

Fu così, che i capi TRIBU’ con i loro sacerdoti, detentori della conoscenza occulta (simboleggiata dal serpente nero) e dello zodiaco (il sistema primordiale a dieci segni fino all’ 11° secolo a.c. poi i DORI aggiunsero i due segni dell’ARIETE e della BILANCIA), divennero Sovrani e RE, venerati come gli DEI o come rappresentanti di essi, quindi l’uomo come un DIO e l’uomo come uomo, possiede una parte immortale ed eterna; l’ANIMA e lo SPIRITO compaiono in tutte le culture umane, dove gli uomini nascono, vivono, muoiono e resuscitano in un nuovo corpo come gli DEI o come la natura in primavera (temi largamente diffusi dalle dottrine INDIANE ASIATICHE (SANSCRITO), ORFICHE  GRECHE / MICENEE).
 
La divinità più diffusa, associata al ciclo della natura è la DEA MADRETERRA, sempre avvicinata ad una SACRA TRIADE o SACRA FAMIGLIA (padre, madre, figli)  protettrice dei raccolti e delle famiglie, raffigurata solitamente come una figura femminile con oggetti d’uso quotidiano (società basata sul lavoro) o come delle reti (l’universo) o dei serpenti (la conoscenza occulta)  o vicino ai propri figli (madre fertile). Nella GRECIA PRECICLADICA è raffigurata dai magnifici idoli di marmo (del 4° millennio a.c.), successivamente in GRECIA MICENEA prende il nome di MAKA (MAGA, la vecchia), a DELFI è ATENA, a SARDI (in LIDIA) è ARTEMIDE, a CRETA sono BRITOMARTI e GEA, nel PELOPONNESO è DEMETRA (madre della terra); tutte queste divinità, sono culti importati dalla MESOPOTAMICA  MITRA (DIMITRA),  avvicinata in EGITTO al culto di ISIDE, e dai romani associata al culto CRISTIANO di MARIA VERGINE.
 
Esistono anche altre figure sacre, diffuse nei principali antichi Regni, divinità maschili sacrificate e risorte dal Regno dei morti, collegate anch’esse al ciclo della natura; in EGITTO prende il nome di OSIRIDE, in MESOPOTAMIA DUMUZI (TAMMUZ), per gli HITTITI è TELIPINU,  per i GRECI sono ZEUS e APOLLO, per i ROMANI è GIOVE, per i CRISTIANI  è GESU (nacque realmente a fine settembre, la data fu adeguata ai riti ROMANI di BACCO o DIONISO del 22-25 dicembre nel 3° secolo d.c.). La maggior parte dei culti primordiali praticati dalle più antiche civiltà,  come i primi insediamenti  EBREI ( 2° millennio a.c.), INDIGENI ANATOLICI come i CARI, i PELASGI e i LELEGHI (3°-2° millennio a.c.), MINOICO / MICENEI (culto di ZEUS, 3°-2° millennio a.c.), gli IONI e i DORI del periodo GEOMETRICO e per ultimi i PERSIANI (1° millennio a.c.); tutte queste popolazioni avevano in comune l’adorazione degli Dei, sulle alture dei monti o  su colline rocciose, all’aperto sotto le stelle, in un piccolo recinto sacro (TEMENOS) con un semplice altare per i sacrifici e qualche stele di pietra; perché essi sostenevano che gli Dei di natura solare e luminosa, vivessero nell’aria come gli uccelli e chiuderli in un tempio, significava tenerli in gabbia, lontano dalla verità. Nei secoli successivi, i sacerdoti per dimostrare la loro potenza e la loro vicinanza agli Dei, edificarono i grandi templi per convincere le masse che Dio stava dalla loro parte e che servire il tempio, garantiva la sacra protezione nella vita e nella morte, perché la superstizione frenava gli animi inquieti e la guerra diffondeva la cultura, e la cultura è potere in ogni società civile.

 
 
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